Pancia gonfia

Il volume del gas presente nel tubo digerente dipende dall’equilibrio tra le cause della produzione dei gas (deglutizione, reazioni chimiche a livello dello stomaco e dell’intestino, diffusione, fermentazione) ed i meccanismi con cui essi vengono eliminati (eruttazione, diffusione attraverso la parete dei visceri cavi e passaggio nel sangue, consumo, flatulenza).

Se i meccanismi di produzione superano quelli di eliminazione compare il gonfiore.

Gli studi hanno dimostrato che il gonfiore riferito da una persona come “sensazione disturbante” ed il “gonfiore reale” (ossia inteso come distensione addominale misurabile ad esempio con un metro a nastro) non sono sempre coincidenti, nel senso che è possibile trovare persone che riferiscono di sentirsi “gonfie” in presenza di un contenuto reale di gas del tutto normale e, viceversa, esistono condizioni di reale aumento del contenuto di gas nello stomaco e nell’intestino senza che questo venga riferito come disturbo.

All’origine della sensazione di gonfiore esistono quindi fattori diversi quali, ad esempio, lo stato di ansia (che aumenta la percezione di tutto ciò che “non va” anche se di minima portata) o la capacità dell’intestino di sopportare il suo contenuto di gas senza la comparsa di dolore e così via.

Non è sempre facile risolvere questo problema e capire se si tratta di una condizione del tutto benigna ancorché fastidiosa o di un sintomo che accompagna una malattia grave. Aiuta in questo la ricerca delle “bandierine rosse” (vedi Tabella 5) ossia di eventuali altri disturbi che se presenti insieme al sintomo “gonfiore” vanno riferite al Medico in quanto possono talvolta essere il segnale di una malattia.

 

 

Tabella 5. Quali sono dunque queste “bandierine rosse”?

  1. Dolore addominale ricorrente o persistente
  2. Sangue nelle feci o feci nere (melena)
  3. Diarrea persistente
  4. Presenza di sintomi generali quali perdita di peso involontaria, stanchezza ingiustificata, pallore cutaneo, inappetenza, febbricola persistente
  5. Gonfiore addominale importante con vomito persistente o stipsi ostinata

 

In assenza di malattie gravi c’è poi un altro problema, ma questa volta un po’ più semplice da risolvere: capire se il gonfiore sia presumibilmente legato ad un problema “alto” (ossia localizzato allo stomaco) o “basso” (ossia se si tratti di un gonfiore addominale diffuso di verosimile origine intestinale).

Nel “gonfiore alto” infatti è possibile che la sensazione di “pancia gonfia” sia legata piuttosto ad un problema di cattiva digestione, ossia ad un disturbo dello stomaco con sensazione di “digerire a fatica, lentamente”, di sentirsi precocemente sazio anche dopo un pasto di modesta entità e di avere eruttazioni.

 

Attenzione però: come si è visto prima, l’eruttazione occasionale è più che normale dopo un pasto, per espellere l’aria normalmente ingoiata ingerendo cibi solidi o liquidi; può invece diventare un problema se è accompagnata da cattiva digestione o bruciore-acidità, indicativi della possibile presenza di un reflusso acido gastro-esofageo.

Nel “gonfiore basso”, invece, il disturbo potrebbe essere dovuto ad un’accentuata sensibilità intestinale (come nel colon irritabile) per cui ci si sente la pancia gonfia senza un reale aumento del gas; oppure può esistere un reale aumento del gas intestinale per varie ragioni:

1. ingestione eccessiva di aria mentre si mangia o si beve, si mastica il chewinggum o si succhiano abitualmente caramelle dure. L’aria così inghiottita viene in parte espulsa con le eruttazioni, in parte (circa la metà) passa nello stomaco e poi nell’intestino (e in alcuni soggetti in quantità anche cospicua) e viene eliminata dal retto;

2. assunzione di farmaci o sostanze che provocano formazione di gas. Tipicamente accentuano la produzione di gas (e quindi possono dare gonfiore addominale) il sorbitolo ed il fruttosio - aggiunti ad alcuni cibi come dolcificanti - (vedi Tabella 6) nonché l’acarbose (farmaco antidiabetico) ed il lattulosio (lassativo);

Tabella 6. Alcuni comuni alimenti con aggiunta di fruttosio

  • Cioccolato, torrone
  • Chewing-gum
  • Bibite zuccherate e aromatizzate
  • Coca cola, limonata
  • Succhi di frutta concentrati
  • Salse tipo ketchup, salsa di pomodoro, mostarda; crema inglese

 

3. aumentato introito di cibi fermentabili (vedi Tabella 7) e variazioni della flora intestinale.

Spesso le persone che soffrono di gonfiore intestinale individuano da soli gli alimenti più “incriminati”. Non è allora strano che riferiscano di tollerare meglio il pane abbrustolito, i grissini e le fette biscottate invece del pane fresco, oppure le verdure cotte e passate, o la frutta ben matura, lo yogurt naturale, i formaggi stagionati, e così via. A chi ha questi problemi va ricordato che la pasta va consumata calda (evitare quindi le insalate di pasta fredda) e, contrariamente da quanto si pensa comunemente, meglio “al dente” che “scotta”.