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Stitichezza

Cosa fare per la stitichezza?

In caso di stitichezza occasionale, in assenza di Red Flag, l’uso sporadico di un prodotto che favorisca l’evacuazione (lassativo) può essere risolutivo.

 

In caso stitichezza cronica l’obiettivo è di regolarizzare le evacuazioni e di alleviare i disturbi eventualmente presenti, come lo sforzo eccessivo, il gonfiore addominale e la sensazione di incompleto svuotamento rettale.

 

Il primo e fondamentale trattamento consiste in un aumento dell’apporto di acqua da bere (che deve aggirarsi intorno ai 2-3 litri al giorno); utile in genere anche un aumento dell’attività fisica ma è indispensabile aumentare le fibre alimentari, sempre ricordando però che un aumento delle fibre non accompagnato da un’adeguata assunzione di liquidi può anche peggiorare la situazione!

L'equilibrio parte dal centro
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Si parte con la scelta di cibi ricchi di fibra (pane integrale, legumi, frutta e verdura) e se non basta (il che accade piuttosto spesso specie nelle persone anziane) si devono assumere i cosiddetti “lassativi di massa” che agiscono aumentando il volume delle feci.

 

Essi contengono sostanze naturali o derivati semisintetici e sintetici. Tra le sostanze naturali ricordiamo alcune maltodestrine resistenti ricavate dal Mais che possiedono la caratteristica di essere non solo utili per il riequilibrio del transito intestinale, ma anche estremamente tollerabili.

Molte persone ricorrono, come emolliente fecale, all’olio di paraffina: si ricorda qui che questa sostanza può dare irritazione del retto e dell’ano e, se usata a lungo, riduce l’assorbimento di alcune vitamine. I lassativi “osmotici” agiscono aumentando il contenuto di acqua all’interno dell’intestino.

 

Citrato, idrossido e solfato di magnesio rendono le feci più liquide e più voluminose. L’uso frequente di questi lassativi viene sconsigliato per il rischio di un accumulo di magnesio (una quota modesta della dose somministrata viene comunque assorbita) specie nei soggetti con insufficienza renale o in età pediatrica. Fanno parte di questa categoria anche il lattulosio (che determina in genere uno spiccato aumento del gas intestinale) ed il polietilenglicole (PEG).

 

Vi sono infine prodotti stimolanti il transito a base piante medicinali contenenti antrachinoni che agiscono aumentando i movimenti intestinali ed il contenuto intestinale di acqua.

 

 

Fibre o lassativi?

Non esiste un “meglio” quando si deve regolarizzare un intestino pigro: per questo scopo bisogna infatti pensare a strategie basate sul pieno rispetto delle buone norme di “igiene intestinale” sopra elencate, ed innanzitutto su una dieta ricca di cibi integrali e di acqua.

 

Fibre e lassativi non vanno poi considerati “alternativi” ma prodotti complementari da impiegare per contribuire a raggiungere lo scopo. Le feci sono piccole, secche, dure?

 

È il momento di utilizzare gli integratori di fibra, accuratamente scelti per evitare fastidiosi effetti collaterali (ad esempio la pancia gonfia).

 

Si legga con la pagina "Rimedi naturalI" per imparare molte cose interessanti sulle fibre alimentari.

 

Bisogna ripristinare o mantenere la regolarità delle evacuazioni?

 

Serve allora ricorrere, in modo giudizioso, ai lassativi stimolanti, in particolare a quelli contenenti Senna e succo di Aloe. Un trattamento di questo tipo è in grado di portare aiuto alla gran parte dei soggetti affetti da questo fastidioso problema.

 

Ultima annotazione. I soggetti abituati ad assumere in modo regolare i lassativi non devono sospenderli di colpo, ma continuare ad assumerli contemporaneamente alle modifiche della dieta, con l’obiettivo di ridurli gradualmente.